In Messico il governo si è posto l’obiettivo del programma “TU CASA” (a casa) composto da una copertura nazionale nel migliorare le condizioni di vita delle famiglie che si trovano in uno stato di povertà patrimoniale, mediante la concessione di un sussidio federale per acquistare, edificare, ampliare o migliorare la propria abitazione. In Messico infatti la situazione abitativa delle famiglie povere è molto lontana da quello che si potrebbe considerare un’ abitazione degna. Le politiche abitative hanno la duplice sfida di ricevere le richieste per una nuova casa e contare con delle alternative per tenere accesso ad un’abitazione degna. La legge abitativa ha una definizione amplia su come deve essere costituita una casa: si definisce tale quella che offre sicurezza ai sui abitanti così come l’aspetto di costruzione, abitabilità e dei servizi. Lo stato del Chiapas che nel 1994 si collocò sotto i riflettori di tutto il mondo per il sollevamento dell’Esercito Zapatista di Liberazione Popolare (EZLN), scatenando una guerriglia Messicana di ispirazione socialista e liberale, facente capo al sub comandante Marcos, che si mise al comando del governo che oggi, aspira ad essere un esempio mondiale nella lotta alla povertà ed a favore dello sviluppo umano. Con questo fine il governo ha innalzato le prime città rurali sostenibili del mondo nella regione del sud Messicano: “Nuevo Juan de Grijalva” e “Santiago del Pinar”. Il primo sito emerge tra due colline, come una grande opera di arte disegnata nei sogni di specialisti accademici delle Nazioni Unite, costituita da 410 case per gli abitanti di 11 comunità disperse fra le montagne e gole del municipio di Ostuacan al confine con il Tabasco. Il secondo sito “Santiago del Pinar” appunto è il secondo progetto di abitazione sostenibile, costruito per far fronte alla dispersione demografica di 5 comunità indigene composte da 115 famiglie localizzato a 1.680mt. sul livello del mare con un’ estensione territoriale di 38.3 ettari. Le bucoliche casette di colore pastello attraggono l’occhio di chi le visita, ben allineate, ordinate con una vista panoramica a sud, verso quelle montagne che videro la guerriglia delle EZLN e che oggi solo rimane un ricordo. Adattarsi in una piccola cittadina rurale come questa è stato drastico, perfino drammatico. Si tratta di un processo di ambientazione difficile, sentono di vivere come in una città fantasma con pareti prefabbricate, piccoli spazi per coltivare o poter processare i loro alimenti. Gli indigeni erano abituati a vivere in completa libertà nelle campagne e nella selva circondate da alberi, nelle loro fattorie, oltretutto nel villaggio rurale non dispongono di una fonte economica di entrate considerando che le produzioni dei programmi produttivi non possono essere commercializzate ad un prezzo equo. In molti hanno optato nel ritornare nella selva continuando a coltivare per proprio conto le terre, i critici infatti sostengono che l’dea di “Vivere Meglio” è contaminata di fondo dal voler togliere ai campesinos indigeni le loro risorse naturali sotto le pressanti richieste delle multinazionali. In definitiva in entrambi i posti c’e da far attenzione a tutto, osservando con occhio critico le nuove circostanze e comprendere che in Chiapas la religione ed il miracolo vanno di paripasso alla tristezza ed alla protesta dei popoli indigeni ormai saturi di tanto reclamare per i propri diritti, e che questo stato da sempre volle vivere il sogno dei Maya, la speranza delle proprie tradizioni ed il suo folcrore che difficilmente verrà interrotto dalla presenza di questi modelli rurali sostenibili.

Riassunto dell’articolo scritto da: Josè Luis Castillejos Ambrocio giornalista e poeta Messicano

 

 

Sono attratto da tutti gli eventi che possono generare un cambiamento nelle persone o nel loro modo di vivere identificandomi con i fenomeni culturali e l’impatto che questi hanno sui differenti posti. La mia sensibilità fotografica viene influenzata dalle forze di trasformazione di una società come dalle trasformazione fisiche degli spazi urbani o rurali. I miei lavori rappresentano una testimonianza che cerca di proiettare con un’ottica sociale cosciente l’uomo all’interno del suo contesto.

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